giovedì 5 dicembre 2013
Salvadori e Salvati si arrovellano sulle ragioni della crisi della democrazia in Italia
Non esiste altro Stato in Europa occidentale la cui
storia presenti l’anomalia del caso italiano: dall’unità d’Italia ai
primi anni Novanta del XX secolo è mancata qualsiasi possibilità di
un’alternativa di governo non provocata da un crollo di regime o da una
crisi organica del sistema politico.
Per capire la crisi di sistema che sta vivendo il
nostro paese occorre andare indietro nel tempo, fino alle origini, ai
nodi irrisolti dell’intera vicenda storica nazionale. La guerra civile
ideologica che ha da sempre inquinato il rapporto tra forze di governo e
di opposizione – dall’Italia liberale a quella repubblicana – ha
impedito il normale avvicendamento tra due schieramenti stabili e la
reciproca legittimazione dei partiti, cosicché il cambiamento è passato
attraverso traumatiche crisi di regime. Anche il primo esempio di
alternanza di governo, che ha posto fine al ciclo storico dei regimi
bloccati, è avvenuto solo nel segno di una profonda crisi di sistema.
Crisi che si ripete oggi, a distanza di venti anni, con il naufragio del
bipolarismo sorto dalle elezioni del 1994.
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