lunedì 20 gennaio 2014
Momenti della nuova Guerra fredda culturale
Roberto Mussapi Avvenire 20 gennaio 2014
Il Bob Dylan di Tiananmen censurato ancora una volta
Creò la “colonna sonora” dei moti del 1989
di Ilaria Maria Sala La Stampa 19.1.14 qui
La rockstar “maledetta” che dice no al Partito
Cui Iian non parteciperà al galà della tv cinese per il capodanno Il regime comunista aveva censurato la sua canzone su piazza Tienanmen
di Cecilia Attanasio Ghezzi il Fatto 21.5.14
Pechino Il re del rock cinese Cui Jian, la cui canzone “Niente in mio
nome” fu la colonna sonora della protesta di piazza Tienanmen nel 1989,
di cui quest’anno sarà ricordato il 25° anniversario, non apparirà al
grande Gala televisivo della Festa di primavera (il 31 gennaio i cinesi
entreranno nel nuovo anno, il cui simbolo sarà il cavallo, ndr), un
evento seguito da centinaia di milioni di telespettatori (è l’evento
televisivo più seguito al mondo, anche se l’audience è in leggero calo:
770 milioni nel 2012, 750 l’anno scorso, ndr).
CUI JIAN era stato inizialmente invitato, in quello che sembrava la fine
di un lungo ostracismo da parte della radio e la televisione pubblica.
Ma alla fine le esigenze della censura hanno reso impossibile la sua
partecipazione. “Cui Jian non può partecipare allo show perché non può
cambiare i testi delle sue canzoni”, ha spiegato il suo agente You You
in una email al New York Times. Molti si erano chiesti se il rocker,
popolarissimo fra i giovani cinesi, avrebbe cantato anche “Niente in mio
nome”.
Dopo il successo della canzone per Cui Jian si aprirono le strade del
successo. Si dice abbia venduto più di 10 milioni di dischi, ma non è
stato un percorso facile. Nel 1990 si presentò sul palco durante i
concerti con una benda rossa sugli occhi. “Non ho mai pensato che mi
potessero arrestare, perché anche tra i funzionari, ho sempre creduto ci
fosse qualcuno capace di apprezzare la buona musica”. Nel 1990 il suo
tour Rock’n Roll sulla via della nuova Lunga marcia – dal nome del suo
primo vero album uscito nel 1987 – venne interrotto. La riabilitazione
arriverà oltre un decennio dopo, nel 2003: a Pechino arrivano i Rolling
Stones. E Cui Jian avrebbe dovuto aprire il concerto, che non si svolse
per via dell’epidemia di Sars.
Il Galà della festa di Primavera è un programma classico della tv
pubblica di Pechino che va in onda alla vigilia delle più importanti
vacanze del calendario cinese. Per quanto si tratti di intrattenimento
leggero, il programma viene esaminato con grande attenzione dalle
autorità.
In alcuni casi il messaggio politico è così sfacciato da ottenere
l’effetto opposto: nel 2010 la canzone “Le politiche del partito sono
buone”, eseguita da un esponente della minoranza etnica uigura (che sta
subendo una dura repressione nello Xiniang, territorio di confine con le
ex Repubbliche asiatiche sovietiche a maggioranza musulmana, ndr), fu a
lungo sbeffeggiata su Internet.
Anche per questo, malgrado vi sia sempre un’audience nell’ordine di
centinaia di milioni di spettatori, il pubblico giovane comincia a
stancarsi. Cui Jui era un tentativo di svecchiare lo show, ma
evidentemente non al prezzo di allentare la censura. Nel 2010 Liu Qian,
un illusionista di Taiwan inviato al Galà, raccontò poi che l'esame dei
censori faceva “veramente paura”
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