lunedì 27 gennaio 2014
Tachipirinas, ovvero: verso la Lista Ingoia 2.0
MILANO
— Ha la stessa età di Renzi, ma — dice chi lo sostiene — è «l’opposto».
Il nome che da qualche giorno fa palpitare il cuore della sinistra
italiana è greco. Alexis Tsipras, 39 anni, ingegnere, dal 2009 alla
testa di Syriza, cartello della sinistra radicale che, sotto la sua
guida, ha surclassato i socialisti del Pasok diventando il secondo
partito del Paese e potenzialmente il primo alle prossime elezioni
secondo i sondaggi. Gli ultimi a subire il fascino del leader greco sono
stati in Italia i delegati di Sel: il partito guidato da Nichi Vendola,
entrato a congresso venerdì con un piede dentro la socialdemocrazia
europea, ne è uscito ieri con l’ipotesi ben più radicale di sostenere
Alexis Tsipras (382 sì, 68 no, 123 astenuti) alla guida della
Commissione europea. Abbandonata l’idea di appoggiare per quella carica
il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz (il socialista
tedesco che avrà invece i voti del Pd). Vendola, dopo discussioni e
divisioni, ha dovuto ricorrere a uno slalom linguistico: «Siamo con
Tsipras ma non contro Schulz». Nella svolta «greca» di Sel ha contato
anche il brutto clima con il Pd di Renzi, a cominciare dalla legge
elettorale, mentre i contrari all’inversione di rotta fanno notare che
Tsipras è già il candidato del Gue, il gruppo dei partiti della sinistra
più radicale in Europa, e appoggiarlo significherebbe per i
«vendoliani» tornare in un mondo (a cominciare dai cugini separati di
Rifondazione comunista) da cui si erano allontanati proprio per allearsi
con il Pd.
Sel a parte, il nome di Alexis Tsipras a sinistra corre
veloce da qualche giorno. L’idea di una lista che porti il suo nome per
le prossime Europee è nata tra alcuni intellettuali. La partenza è
semplice: Barbara Spinelli, scrittrice e figlia di Altero Spinelli,
figura storica dell’europeismo in Italia, segnala al direttore di
Micromega Paolo Flores d’Arcais un discorso sull’Europa tenuto da
Tsipras a Vienna davanti a una platea di socialdemocratici. Flores
d’Arcais ne parla con pochi altri e alla fine, in sei (oltre a Flores e
Spinelli, lo scrittore Andrea Camilleri, i sociologi Luciano Gallino e
Marco Revelli, l’economista Guido Viale) scrivono direttamente al
politico greco, illustrando la loro ipotesi: una lista della società
civile che avesse lui come riferimento. Tsipras manda in Italia due
parlamentari del suo partito, discutono, e poi il leader dice di sì.
L’appello per la lista è stato lanciato martedì scorso online. In sei
giorni sono arrivate circa diecimila adesioni. Paolo Flores d’Arcais è
stupito: «Questa non è la solita petizione, si chiede di aderire a un
progetto, si lascia il nome e la mail. Non dico che siano già militanti,
ma poco ci manca». Il direttore di Micromega in questi anni di
mobilitazioni ne ha attivate altre, dai girotondi al Popolo viola.
Stavolta il progetto è più politico: «In Italia per una larga fetta
della società civile c’è una specie di tenaglia: o Renzi o Grillo. A
questa tenaglia molte persone, aderendo al nostro appello, dicono di
volersi sottrarre, cercano un’altra strada».Già, ma che fascino può
esercitare un politico di un altro Paese su una sinistra-sinistra
ammaccata da batoste recenti? «Innanzitutto — risponde Flores D’Arcais —
proprio perché Tsipras è greco. Scegliersi un riferimento ad Atene, e
non a Berlino, ha già una forza simbolica. E poi rappresenta il Paese
che soffre di più per le politiche di austerity e tuttavia ha saputo
dare allo scontento uno sbocco democratico, senza che la rabbia
diventasse populismo». Per Flores d’Arcais il punto centrale è che «la
lista, autonoma e della società civile, non è affatto contro l’Europa».
«Anche in questo caso — dice — c’è una strettoia: o si sostiene l’Europa
dei poteri finanziari e dell’inciucio tra popolari e socialdemocratici,
oppure ci sono i nazionalisti, gli euroscettici. Ecco, noi proponiamo
più Europa, ma non questa». In Italia dietro al nome di Alexis Tsipras
il tentativo potrebbe essere più vasto del vecchio mondo delle sinistre
radicali: «Il fatto che Sel abbia accettato il passo indietro è
incoraggiante e poi — conclude Flores d’Arcais — preferisco parlare di
una lista della cittadinanza attiva. A partiti e partitini dico: siete
benvenuti, basta che lasciate da parte sigle ed egoismi. Tanto nessun
politico che ha ricoperto cariche negli ultimi anni sarà candidato nel
nome di Tsipras».
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