lunedì 20 gennaio 2014
Tradotti nuovi testi di Simone Weil
Se il recensore è fedele, qui il populismo di Weil si mostra all'ennesima potenza [SGA].
Simone Weil: L'amicizia pura, A cura di Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, Castelvecchi, pagg. 190, euro 16,50
Risvolto
Il periodo trascorso a Marsiglia tra il 1940 e il 1942, in attesa di
imbarcarsi per gli Stati Uniti, rappresenta per Simone Weil una stagione
di fioritura delle amicizie e un momento di straordinaria ricchezza e
fecondità del pensiero e della scrittura. Il numero di lettere inviate a
familiari e amici è impressionante, ma quel che più stupisce è la
maniera in cui la sincerità degli affetti si coniuga con la ricerca
della verità, che si va facendo sempre più pura e assoluta. Di questa
continua vibrazione interiore dà testimonianza la prima parte di questo
libro che ricostruisce la complessa esperienza culturale e sentimentale
vissuta a Marsiglia, proponendo le lettere che Simone invia a due amici,
con i quali la parola scritta si offre come l’unico strumento di
conoscenza reciproca. Sono Joë Bousquet, il poeta di Carcassonne,
paralizzato in seguito alle ferite riportate durante la Prima Guerra
Mondiale, e Antonio Atarés, contadino anarchico aragonese, prima
rinchiuso nel campo d’internamento del Vernet e poi spedito a Djelfa,
sull’altopiano algerino. Il volume si chiude con la nuova traduzione di
alcune pagine, tratte da Le forme dell’amore implicito di Dio, in cui si
condensa la splendida, vertiginosa concezione dell’amicizia elaborata e
concretamente vissuta da Simone Weil.
Le lettere fra Simone Weil e Gustave Thibon sono un invito a legare le idee alla materialità, alla realtà e alla tradizione
Marcello Veneziani - il Giornale Lun, 20/01/2014
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