martedì 10 giugno 2014
Jack London e la questione sociale a Londra agli inizi del Novecento
Risvolto
"Lo stomaco non mi perdonerà mai le schifezze
che l'ho costretto a ingurgitare e l'anima la devastante disperazione di
cui son stato testimone... Sono nauseato di quest'umana voragine
infernale che ha nome East End." A Londra nell'estate del 1902 Jack
London condivide la vita di vagabondi, disoccupati e operaie, si veste
da clochard e abita nel dedalo di vicoli dove, un quindicennio prima, si
aggirava Jack lo Squartatore. Per raccontare il cuore di tenebra della
metropoli, il vasto slum proletario a ridosso del fiume e dei docks,
questo autore promettente, fiore all'occhiello del giovane movimento
socialista statunitense, non si limita a usare la penna in modo
magistrale: con la sua Kodak scatta decine di folgoranti istantanee,
alcune delle quali sono qui riprodotte per la prima volta in un'edizione
italiana. Visi e corpi colti con attenzione da etnografo ma sempre con
profonda umanità - che dialogano efficacemente con la parola scritta.
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