giovedì 23 ottobre 2014

Il declino dell'autorevolezza globale americana: un saggio di Joseph H.H. Weiler su "il Mulino"


Al lupo! L’America s’indebolisce e l’Europa resta immobile

Il giurista Weiler segnala i pericoli dell’attuale situazione geopolitica sul numero in uscita del «Mulino»

Carioti Giovedì 23 Ottobre, 2014 CORRIERE DELLA SERA © RIPRODUZIONE RISERVATA


Dal 1945 in poi, soprattutto in Europa, ha dominato il comune sentire «che l’America fosse il garante di una qualche forma di stabilità, con mezzi pacifici o bellicosi, che ha reso il mondo, in una sorta di equilibrio, un posto più sicuro». Ma oggi la situazione sta cambiando, la «Pax americana» è visibilmente al tramonto. E l’Unione Europea non appare affatto attrezzata a quella che potrebbe configurarsi come un’autentica emergenza. Sembra addirittura riemergere una deleteria forma di «sonnambulismo», analoga a quella da cui le classi dirigenti europee dimostrarono di essere affette, secondo lo storico Christopher Clark, un secolo fa, allo scoppio della Prima guerra mondiale. 
Non è un allarme di scarso rilievo quello che Joseph H.H. Weiler, presidente dell’Istituto universitario europeo di Firenze, lancia nel suo articolo che appare sul nuovo numero della rivista «Il Mulino», diretta da Michele Salvati, in libreria da domani. Il giurista americano non esita a scrivere che il suo è una sorta di grido «Al lupo!», perché la situazione gli appare davvero inquietante. 
Il punto di partenza dell’analisi di Weiler è la perdita di peso specifica che gli Stati Uniti stanno subendo sul piano internazionale. Non siamo di fronte a un moto isolazionista: anzi Washington mostra di volersi impegnare come in passato per garantire la sicurezza e il libero scambio nella sua zona d’influenza. Ma i risultati non sono all’altezza dello sforzo, sia per una diminuita funzionalità della politica interna americana, paralizzata da una crescente polarizzazione tra destra e sinistra, sia per il logoramento di alcuni dei fattori militari, economici e culturali che cementavano l’egemonia degli Usa. Il risultato è un «declino dell’autorevolezza globale americana», che rischia di rendere il mondo ingovernabile e di avvicinare il rischio che qualcuno voglia spingere troppo oltre la sfida alla superpotenza anglosassone in difficoltà, con esiti che potrebbero essere di portata incalcolabile. 
Per l’Europa, aggiunge Weiler, sarebbe il momento di «seriamente riconsiderare la propria concezione delle sue responsabilità globali». Ma purtroppo non vi è alcun sentore che questo possa accadere a breve scadenza, in particolare nel campo della difesa. Anzi: «Siamo nella situazione paradossale — osserva il giurista — in cui, militarmente, l’Europa intera è più piccola della somma delle sue parti». Infatti Paesi come Francia e Gran Bretagna prendono a volte iniziative che l’Unione in quanto tale non sarebbe mai in grado di assumere con la medesima risolutezza. E del resto il crescente scontento dei cittadini verso le istituzioni comunitarie, testimoniato dai risultati delle recenti elezioni per il Parlamento di Strasburgo, rende tutto più difficile. 
Non tira certo aria di nuovi e risolutivi passi verso l’integrazione politica europea, specie nel momento in cui si manifesta «un dualismo Nord/Sud che mai si era visto con tinte tanto fosche». Ma il resto del mondo manda segnali poco rassicuranti. E in simili circostanze, avverte Weiler, «l’immobilismo rischia di essere un lusso non più sostenibile».

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