domenica 12 ottobre 2014
Pratiche orali, Talmud e pensiero magico ai vertici della politica mondiale
L’esperta disse: “ E’ adulterio solo se l’uomo ha un rapporto completo con una sposata” Desecretati alcuni documenti dopo 16 anni. Il presidente aveva assoldato esperti di ebraismo: “Fu solo onanismo...” La Casa Bianca giocò la carta religiosa per convincere l’America. E ci riuscì
di Vittorio Zucconi Repubblica 12.10.14
ERANO i giorni del pentimento e del panico dopo il peccato. La Casa
Bianca in pieno orgasmo politico per salvare Bill Clinton cerca rifugio
anche nel Dio del Talmud per convincere l’America che quella storia con
Monica Lewinsky non era mai stata un «rapporto sessuale», ma soltanto
«onanismo», come se un presidente degli Stati Uniti potesse vantarsene.
Erano i giorni del 1998 nei quali un uomo che mai aveva manifestato
particolare inclinazioni mistiche improvvisamente scoprì il refugium
peccatorum nel clero e nei teologi, circondandosi di sacerdoti
cattolici, rabbini, pastori protestanti, imam, predicatori televisivi e
chiunque potesse servire a una assoluzione in breakfast di preghiera e
di meditazione alla Casa Bianca. Era il classico pentimento dopo la
scoperta del peccato.
Clinton, avvocato e professore di diritto, si aggrappava a
interpretazioni cavillose e a letture ambigue anche dei verbi più
semplici, come nella sua leggendaria risposta alla domanda del
procuratore speciale Starr se il suo fosse stato un rapporto sessuale
con l’ex stagista: «Dipende da che cosa intende con il verbo essere». Ma
per sfuggire a quella croce alla quale lui stesso si era inchiodato,
proclamando in diretta televisiva di «non avere avuto mai relazioni
sessuali con quella donna», si scopre ora, da un nuovo pacco di
documenti resi pubblici dagli archivi del governo, che i suoi
consiglieri e avvocati scavarono anche nel primo dei grandi libri del
monoteismo, nella Torah ebraica.
Chiesero il parere di una autorità in materia di Talmud, cioè nella
interpretazione della Legge divina, la professoressa di Dartmouth,
Susannah Heschel che sembrò gettare a Clinton un salvagente. «Secondo la
legge classica dell’Ebraismo — rispose la specialista del Talmud —
adulterio è commesso soltanto quando un uomo sposato ha un rapporto
sessuale completo con una donna sposata, e Monica Lewinsky è nubile.
Nella peggiore delle ipotesi, il presidente Clinton è colpevole del
comune peccato di onanismo, un peccato che probabilmente affligge la
coscienza della maggioranza di uomini ebrei». «Per quel che può valere
la mia opinione», aggiunse cauta e intelligente la professoressa.
Su questa interpretazione, dalla quale una buona parte di mogli non
strettamente osservanti della tradizione interpretativa talmudica
probabilmente dissentirebbero, Clinton si lanla ciò per sostenere non la
propria posizione legale, ormai compromessa abbastanza per giustificare
l’incriminazione, l’impeachment, ma la propria buona fede nell’avere
negato il «rapporto sessuale» con Monica. Abbracciando il Talmud e
adorando l’altro dio infallibile dei sondaggi che continuava a
benedirlo, Clinton si sarebbe avviato verso l’assoluzione con voto di
maggioranza al Senato, secondo le linee di partito.
Ma i nuovi documenti — che escono, guarda caso, proprio quando si fa
sempre più concreta la corsa di un’altra Clinton, Hillary, verso la Casa
Bianca — mostrano, insieme allo sforzo di trovare un appiglio
religioso, il panico di una Amministrazione che da tempo, da molto tempo
prima delle rivelazioni filtrate dalla deposizione di Monica arrivate
al sito di Drudge Report, sapeva di avere in quella ragazza ventenne
travolta dalla cotta per Clinton una mina atomica vagante. I primi
segnali d’allarme vennero quando lei chiese di poter appendere nel
proprio cubicolo alla Casa Bianca un ritratto del presidente con dedica.
Gli avvocati dell’ufficio legale e i consiglieri sospettarono — o
seppero — che ci fosse qualche cosa di più tangibile dietro quella
passioncella e decisero che era arrivato il momento di allontanare la
paglia dal fuoco.
«Occorre trasferire la Lewinsky al più presto» segnala Len Davis, uno
degli avvocati di Bill. «Si deve trovarle una sistemazione al DoD (al
Pentagono, ndr) con un incarico retribuito», invece di lasciarla
semplicemente an- dare dopo i sei mesi di stage gratuito come avviene
normalmente. E quando neppure il trasferimento sull’altra riva del fiume
Potomac, che separa la Casa Bianca dal Dipartimento della Difesa,
impedì che lei spiattellasse tutto alla collega Linda Tripp al servizio
dello Fbi, e la presenza dell’abitino blu galeotto con il segno
indiscutibile dell’onanismo, preservato con cura dalla provvida mamma
della Lewinsky, fornì la prova inconfutabile, i sostenitori di Clinton
suggerirono strategie di difesa disperate.
Venne l’idea dell’improvvisa e travolgente scoperta della consolazione
mistica, portata fino all’esplorazione della Torah attraverso gli
specialisti del Talmud. Il pentimento in ginocchio fra chierici di varie
confessioni, ben filmato e documentato. E la controffensiva classica di
ogni personalità politica incappata nei propri peccati: l’attacco ai
soliti media faziosi e partigiani, forse parte di quella che la First
lady Hillary battezzò come il «vasto complotto dell’estrema destra». «I
media sono particolarmente screditati in questo momento, dopo il
processo OJ Simpson e la morte di Lady D. « scrive in uno dei documenti
pubblicati ieri un boss sindacale irlandese — americano di New York, Joe
Jamison, vicino ai Democratici. «Attaccare giornali e tv non sarebbe
una buona idea, ma utilizzare gruppi surrogati e indipendenti per farlo
potrebbe funzionare».
E funzionò. In un’economia florida, con il favore popolare alle spalle e
una solida maggioranza nel Senato investito dalla Costituzione del
ruolo di giuria nell’impeachment, il presidente fu dichiarato «not
guilty», non colpevole dei reati di falsa testimonianza e di ostruzione
del corso della Giustizia per i quali — non per il sesso — era stato
incriminato, con 55 voti contro 45, nel febbraio del 1999.
Grazie all’economia e al Talmud, Bill Clinton sarebbe passato alla
storia come il primo presidente americano ufficialmente qualificato come
onanista, ma meglio che deposto d’autorità. Nell’anno successivo, il
2000, l’America che aveva perdonato Clinton avrebbe punito se stessa
mandando George W. Bush alla Casa Bianca.
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