Gianluca Barbera: Finis mundi, Gallucci, pagg. 176, euro 16,50
Risvolto
Italia, 12 aprile 2036. Mentre si dirige a casa di amici, Marco
Salieri, giornalista dandy e privo di scrupoli, commette un omicidio.
Occultato il cadavere nel bagagliaio dell’auto e imbottitosi di Sirenill
(una droga dall’azione sedativo-ipnotica di cui nel jet set si
fa largo uso) si rimette al volante. Lo attende una cena nella villa di
Tomas, “santone” dell’high-tech e fratello dell’ucciso. Ma non si
tratta di una serata qualsiasi. Per le due di notte è previsto l’arrivo
di un gigantesco asteroide in possibile rotta di collisione con la
Terra. Durante l’attesa gli ospiti prenderanno parte a un gioco di
società noto come Simposio 2.0, una riedizione del banchetto platonico
in chiave apocalittica. E sarà il momento della resa dei conti
definitiva. Marco Salieri, del resto, ha in mente un piano criminale da
attuarsi prima che scocchi l’ora. Perché, se la fine del mondo è
prossima, nulla può più considerarsi proibito.
Un romanzo ironico e apocalittico. Un’opera complessa e portentosa. Un unicum nell’odierno panorama letterario.
"Finis mundi" di Gianluca Barbera è un romanzo filosofico in cui i protagonisti si sfidano a colpi di monologhi. Per ingannare il tempo prima della catastrofe
Fabrizio Ottaviani - il Giornale Sab, 18/10/2014
Il mondo sta per finire per colpa di un meteorite
29 ott 2014 Libero ROBERTO PROCACCINI
Una conversazione filosofica allo scadere della storia, un gioco di
ruolo quando un meteorite minaccia la terra, un piano criminale privo di
scrupoli da far scattare quando l’imminenza della fine fa decadere ogni
morale. Gianluca Barbera (reggiano classe 1965, giornalista, editore,
studioso di filosofia, già autore delle biografie dell’ex dittatore
libico Muammar Gheddafi e di Julian Assange) per il contesto che
tratteggia nel suo Finis Mundi (Gallucci, pp. 192, euro 16) richiama il
simposio, inteso in generale come l’abitudine greca della cena con dotti
dibattiti e in particolare con riferimento all’opera platonica. Ma il
romanzo, per l’incombenza dell’Apocalisse che lo permea, riporta ancora
ad altre sensazioni letterarie. Al Decamerone di Boccaccio,
innanzitutto, per l’alternarsi dei racconti nella cornice di morte. Ma
anche, per la cupezza gotica che pesa sul testo, al soggiorno della
primavera del 1816 di Mary Shelley nei dintorni di Ginevra, quando la
scrittrice, sfidando il marito Percy e Lord Byron, ci ha regalato
Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo.
Finis Mundi ci porta in una sera d’aprile del 2036. Il futuro del
pianeta Terra è in bilico: un meteorite di grosse dimensioni sta per
entrare nell’orbita del globo terracqueo. Non è possibile sapere in
anticipo se i due corpi celesti sono destinati a sfiorarsi senza
conseguenze per l’umanità, o se ci sarà una collisione tale di
cancellare ogni forma di vita. Perché si conoscano le sorti del pianeta,
è solo questione di ore.
In una villa fuori città si incontrano volti noti del jet set
italiano. C’è il padrone di casa, ricco industriale del settore hi-tech,
filantropo e con l’inclinazione al sadomaso. Ci sono la sua compagna,
incinta, e la sua mistress. C’è un influente avvocato divenuto un volto
noto grazie alla tv. Tra gli ospiti ci sono una ricercatrice del Cern,
un direttore di giornale e un robot reduce da un viaggio spaziale.
Mentre il cielo si illumina della luce verde del meteorite, i
convitati giocano al Simposio 2.0. A turno prendono la parola e
intrattengono i sodali su temi filosofici o esistenziali. I racconti di
vita e le dissertazioni personali spaziano dall'esistenza di Dio, alla
definizione della morte, fino alle forme di controllo sociale e alla
possibilità dei viaggi nel tempo.
Il protagonista del romanzo è Marco Salieri, giornalista culturale
affetto da acuta dipendenza da Sirenill (una droga futuribile
sedativo-ipnotica). È lui il raccordo tra le due anime di Finis Mundi.
Il suo racconto in prima persona, dotto e scientifico, fa da filo
conduttore per gli interventi filosofici dei personaggi minori. Ma,
soprattutto, Salieri è la finestra sull’anima nera di un convivio che
altrimenti avrebbe deciso di affrontare la possibilità della fine con
eccessivo spirito. Arriva all’appuntamento in villa dopo aver appena
assassinato il suo miglior amico, nonché fratello del padrone di casa,
che intanto giace occultato nel bagagliaio dell’auto mentre tutti lo
cercano. Affronta la serata tessendo la rete di un doppiogioco che lo
deve portare ad attuare un piano criminale infido e spietato.
Nessun commento:
Posta un commento