sabato 18 ottobre 2014

Un thriller "filosofico" italiano

Copertina
Gianluca Barbera: Finis mundi, Gallucci, pagg. 176, euro 16,50

Risvolto
Italia, 12 aprile 2036. Mentre si dirige a casa di amici, Marco Salieri, giornalista dandy e privo di scrupoli, commette un omicidio. Occultato il cadavere nel bagagliaio dell’auto e imbottitosi di Sirenill (una droga dall’azione sedativo-ipnotica di cui nel jet set si fa largo uso) si rimette al volante. Lo attende una cena nella villa di Tomas, “santone” dell’high-tech e fratello dell’ucciso. Ma non si tratta di una serata qualsiasi. Per le due di notte è previsto l’arrivo di un gigantesco asteroide in possibile rotta di collisione con la Terra. Durante l’attesa gli ospiti prenderanno parte a un gioco di società noto come Simposio 2.0, una riedizione del banchetto platonico in chiave apocalittica. E sarà il momento della resa dei conti definitiva. Marco Salieri, del resto, ha in mente un piano criminale da attuarsi prima che scocchi l’ora. Perché, se la fine del mondo è prossima, nulla può più considerarsi proibito.
Un romanzo ironico e apocalittico. Un’opera complessa e portentosa. Un unicum nell’odierno panorama letterario.

"Finis mundi" di Gianluca Barbera è un romanzo filosofico in cui i protagonisti si sfidano a colpi di monologhi. Per ingannare il tempo prima della catastrofe

Fabrizio Ottaviani - il Giornale Sab, 18/10/2014

Il mondo sta per finire per colpa di un meteorite
29 ott 2014 Libero ROBERTO PROCACCINI
Una conversazione filosofica allo scadere della storia, un gioco di ruolo quando un meteorite minaccia la terra, un piano criminale privo di scrupoli da far scattare quando l’imminenza della fine fa decadere ogni morale. Gianluca Barbera (reggiano classe 1965, giornalista, editore, studioso di filosofia, già autore delle biografie dell’ex dittatore libico Muammar Gheddafi e di Julian Assange) per il contesto che tratteggia nel suo Finis Mundi (Gallucci, pp. 192, euro 16) richiama il simposio, inteso in generale come l’abitudine greca della cena con dotti dibattiti e in particolare con riferimento all’opera platonica. Ma il romanzo, per l’incombenza dell’Apocalisse che lo permea, riporta ancora ad altre sensazioni letterarie. Al Decamerone di Boccaccio, innanzitutto, per l’alternarsi dei racconti nella cornice di morte. Ma anche, per la cupezza gotica che pesa sul testo, al soggiorno della primavera del 1816 di Mary Shelley nei dintorni di Ginevra, quando la scrittrice, sfidando il marito Percy e Lord Byron, ci ha regalato Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo.
Finis Mundi ci porta in una sera d’aprile del 2036. Il futuro del pianeta Terra è in bilico: un meteorite di grosse dimensioni sta per entrare nell’orbita del globo terracqueo. Non è possibile sapere in anticipo se i due corpi celesti sono destinati a sfiorarsi senza conseguenze per l’umanità, o se ci sarà una collisione tale di cancellare ogni forma di vita. Perché si conoscano le sorti del pianeta, è solo questione di ore.
In una villa fuori città si incontrano volti noti del jet set italiano. C’è il padrone di casa, ricco industriale del settore hi-tech, filantropo e con l’inclinazione al sadomaso. Ci sono la sua compagna, incinta, e la sua mistress. C’è un influente avvocato divenuto un volto noto grazie alla tv. Tra gli ospiti ci sono una ricercatrice del Cern, un direttore di giornale e un robot reduce da un viaggio spaziale.
Mentre il cielo si illumina della luce verde del meteorite, i convitati giocano al Simposio 2.0. A turno prendono la parola e intrattengono i sodali su temi filosofici o esistenziali. I racconti di vita e le dissertazioni personali spaziano dall'esistenza di Dio, alla definizione della morte, fino alle forme di controllo sociale e alla possibilità dei viaggi nel tempo.
Il protagonista del romanzo è Marco Salieri, giornalista culturale affetto da acuta dipendenza da Sirenill (una droga futuribile sedativo-ipnotica). È lui il raccordo tra le due anime di Finis Mundi. Il suo racconto in prima persona, dotto e scientifico, fa da filo conduttore per gli interventi filosofici dei personaggi minori. Ma, soprattutto, Salieri è la finestra sull’anima nera di un convivio che altrimenti avrebbe deciso di affrontare la possibilità della fine con eccessivo spirito. Arriva all’appuntamento in villa dopo aver appena assassinato il suo miglior amico, nonché fratello del padrone di casa, che intanto giace occultato nel bagagliaio dell’auto mentre tutti lo cercano. Affronta la serata tessendo la rete di un doppiogioco che lo deve portare ad attuare un piano criminale infido e spietato.      

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