giovedì 4 aprile 2013
Una rassegna di studi su migrazioni e populismo postcomunista
Sandro Mezzadra e Maurizio Ricciardi: Movimenti indisciplinati.
Migrazioni, migranti e discipline scientifiche, Ombre Corte, pp. 271,
euro 25
Risvolto
Fin dall'inizio degli anni Novanta, le migrazioni sono state
in Italia oggetto di molteplici studi critici, spesso sviluppatisi ai
confini tra diverse discipline scientifiche del sociale, dialogando in
modo fecondo con il dibattito internazionale e intrecciandosi con lo
sviluppo delle lotte e dei movimenti dei migranti. Questo volume si
propone di fissare per la prima volta lo "stato dell'arte" di questi
studi, di costituire uno strumento introduttivo utilizzabile nella
didattica e nell'attivismo e, al tempo stesso, di rilanciare un
determinato approccio agli studi migratori.
OLTRE FRONTIERA
I «movimenti indisciplinati» dei migranti e le dinamiche di scomposizione delle nazioni in un libro a cura di Sandro Mezzadra e Maurizio Ricciardi
Felice Mometti il manifesto 2013.04.04 - 10 CULTURA da micciacorta
Materiali resistenti e postcoloniali per il Frantz Fanon dei «Dannati della terra»
Frantz Fanon è uno degli autori che sta conoscendo, in Italia ma non
solo, una vera e propria «renaissance». Psichiatra, militante nella
lotta per l'indipendenza algerina, è stato uno degli autori che la
sinistra francese ha inizialmente guardato con diffidenza per la sua
militanza a fianco degli algerini, fino a quando Jean-Paul Sartre non
legittimò la sua opera presentando come uno dei testi più importanti
dell'antimperialismo l'opera di Fanon più nota, «I dannati della
terra». In quel libro, lo psichatra di origine martinicana descriveva
il lento processo di presa di coscienza e di conquista dell'«autonomia»
del colonizzato, denunciando l'operato delle istituzioni totali dei
colonizzatori. Su Fanon scese un coltre densa di silenzi e di rimozioni
da parte dell'intellettualità «occidentali», anche di quella
«critica». Solo recentemente nelle università anglosassoni, i suoi
scritti sono ricominciato ad essere letti da una nuova generazione di
intellettuali, variamente impegnati nei «cultural studies» e nei
«subaltern studies». Ma aspetto ancora più interessante è che gli
scritti di Fanon sono letti anche da militanti di base, che hanno
cercato nei suoi testi elementi per comprendere le lotte dei migranti o
le rivolte negli slums inglesi o nelle banlieue francesi. In Italia,
invece, solo con la ripubblicazione dei «Dannati della Terra» e
sopratutto con la pubblicazione degli «scritti politici» di Fanon (due
volumi pubblicati da DeriveApprodi con la cura di Miguel Mellino) che
la sua opera è tornata ad essere studiata. È di questi giorni la
pubblicazione del volume, sempre curato da Miguel Mellino, «Fanon
postcoloniale» (ombre corte, pp. 205, euro 19), che raccoglie i
materiali del convegno internazionale, organizzato a Napoli
dall'Università l'Orientale e dalla School of Business and Management
del Queen Mary College, che fanno il punto sullo stato dell'arte della
riflessione sull'autore dei «Dannati della terra».
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