Carnefice e padre modello, ecco i segreti di Himmler
Scoop della “Welt”: ritrovate centinaia di lettere del capo delle SS. Erano in una cassaforte di una banca a Tel Avivdi Andrea Targuini Repubblica 25.1.14
BACI DA AUSCHWITZ, DIABOLICAMENTE TUO HEINI (HIMMLER)
102 27-01-2014 la stampa 31
Quando Himmler scriveva: «Vado a Auschwitz, baci»
Ritrovate in Israele le lettere alla moglie Marga dell’organizzatore dei campi di sterminio «Questi ebrei... quando ci lasceranno in pace?»
di Virginia Lori l’Unità 27.1.14
Parole affettuose alle moglie, come un marito qualunque che vada al lavoro, quasi un commesso viaggiatore costretto a spostarsi spesso e per questo preoccupato della distanza, del telefono che forse non funzionerà, dei grattacapi quotidiani. Sessantanove anni dopo il suo suicidio, vengono alla luce le lettere di Heinrich Himmler, uno dei più sanguinari gerarchi nazisti, fidato collaboratore di Hitler, organizzatore senza scrupoli dell’Olocausto, capo delle Ss, della Gestapo e della polizia, responsabile dei campi di concentramento e della morte di milioni di innocenti. «Vado a Auschwitz. Baci, il tuo Heini», scriveva il braccio destro di Hitler alla moglie, senza fare il minimo accenno agli orrori che si perpetravano in quel lager e di cui lei doveva essere al corrente, condividendo la missione folle dello sterminio degli ebrei.
L’imperturbabilità di Himmler emerge in alcune delle oltre 700 lettere private scritte dal famigerato capo delle SS alla moglie Margarete Siegroth, Marga come la chiamava, lettere scritte tra il 1927 e il 1945, l’ultima cinque settimane prima che si suicidasse quando tutto ormai appariva perduto. Il carteggio è rimasto a lungo in possesso nell’archivio privato di una famiglia di ebrei israeliani e ora ritrovato dal domenicale Welt am Sonntag (WamS) che ne pubblica alcuni estratti. «Vado a Auschwitz. Baci, il tuo Heini».
Nel corso di un altro viaggio di ispezione dei lager eretti dai nazisti in Polonia, Himmler scriveva a Marga il 15 luglio 1942: «Nei prossimi giorni sarò a Lublino, Zamosch, Auschwitz, Lemberg e poi nella nuova sede. Sono curioso di vedere se e come funzionerà il telefono. Fino a Gmund (residenza familiare bavarese sulle rive del lago Tegernsee, ndr), saranno oltre 2.000 chilometri. Saluti e baci! Il tuo Pappi».
Himmler e Marga, di professione infermiera e di sette anni più anziana di lui, si erano conosciuti e subito innamorati l’uno dell’altra nel settembre 1927 durante un viaggio in treno da Berchtesgaden a Monaco di Baviera. All’inizio di gennaio 1928 alla fidanzata che gli scriveva definendolo «un uomo cattivo dal cuore duro e ruvido», una rimostranza da innamorata, lui rispondeva con affettuosa sollecitudine: «Credimi, il tuo lanzichenecco non ha un cuore né duro, né ruvido, del resto tu lo sai meglio di chiunque “piccola” donna».
Da subito, ancor prima che Hitler arrivasse al potere, ad accomunare i due era anche il loro radicato antisemitismo, che per Marga era un fatto acquisito sul quale non era necessario spendere troppe parole. Riguardo agli ebrei scriveva il 2 novembre 1927 che «i fatti parlino da soli, a che servono questi commenti?». In lettere successive ogni volta che parlava degli ebrei le definizioni ricorrenti erano «canaglie ebraiche» o semplicemente «canaglie», delle quali il 27 febbraio 1928 scriveva di avere «terrore», ricevendo in questo suo atteggiamento il pieno sostegno del fidanzato. «Povera cara, a causa dei soldi devi farti spellare da questi miserabili ebrei», scriveva il futuro capo delle Ss il 16 aprile 1928 a Marga, con la quale si sarebbe sposato qualche mese dopo e che prima delle nozze aveva ceduto le sue azioni di una clinica berlinese all’altro comproprietario ebreo Bernhard Hauschild. «Questo Hauschild, un ebreo rimane un ebreo!», si lagnava Marga il 21 maggio 1928, ottenendo come risposta un invito a non prendersela troppo. «Non ti arrabbiare con gli ebrei», le rispondeva un mese dopo Himmler, aggiungendo che sull’argomento «potrei solo sostenerti, brava donna».
Quando il marito il 9 novembre 1938 aveva già dato l’ordine d’esecuzione dei pogrom contro gli ebrei ed i loro negozi e sinagoghe in moltissime città tedesche, evento passato alla storia come la famigerata «notte dei cristalli», Marga annotava nel suo diario il 14 novembre: «Questa storia degli ebrei... Quando ci lasceranno queste canaglie, in modo da poter condurre una vita felice?».
2 commenti:
Himmler era cattolico, cattolicissimo, proprio come sua moglie Marga. Gerarca nazista di primissimo piano, sempre a fianco di Hitler, anch'egli nato da pia e praticante donna cattolica. Forse l'ipocrisia del cristiani d'Europa non riuscirà più a lungo a tenere fuori dalla coscienza ufficiale la verità più banale, semplice e terribile: che gli Ebrei furono perseguitati e messi al rogo in quanto Ebrei, cioè di una identità differente e irriducibile rispetto a quella egemone in Europa. Dunque furono i cristiani in quanto cristiani a ispirare l'ideologia antisemita e antiatea del nazismo!
Il cristianesimo non spiega nulla ovvero non è sufficiente a spiegare. I cristiani hanno sterminato in lungo e in largo, sempre e ovunque. La specificità dell'ebreicidio richiede altre spiegazioni.
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