Contro i profeti di sventura, Peter Diamandis spiega perché l’avvenire è migliore di quanto pensiamo. Un libro da leggere, soprattutto in Italia
domenica 2 marzo 2014
Un po' di spazzatura riottosa
Ottimo e abbondante: il futuro non si addice a Cassandra
Contro i profeti di sventura, Peter Diamandis spiega perché l’avvenire è migliore di quanto pensiamo. Un libro da leggere, soprattutto in Italia
Contro i profeti di sventura, Peter Diamandis spiega perché l’avvenire è migliore di quanto pensiamo. Un libro da leggere, soprattutto in Italia
di Gianni Riotta La Stampa 2.3.14
Alla
fine del XVIII secolo Malthus previde lo sterminio dell’umanità: poiché
la popolazione cresceva in progressione geometrica - 1, 2, 4, 8, 16,
32… - il cibo solo in progressione aritmetica - 1, 2, 3, 4, 5 -, tutti
morti di fame in poco tempo. Le previsioni tragiche hanno di rado
successo, Cassandra non coglie le tragedie vere, guerra nel 1914 e 1939,
Aids, crisi finanziaria 2008, e annuncia spaventapasseri innocui.
Stanley Jevons ebbe successo nel 1865 scrivendo che il carbone si
sarebbe esaurito entro il secolo, il
Times
di Londra denunciava
nel 1894 che entro il 1944 la città sarebbe stata sommersa da tre metri
di sterco di cavallo di migliaia di carrozze e tram. Nel 1914 il governo
Usa stima la fine del petrolio in 10 anni, e ripete l’errore nel 1939 e
1951. Nel 1972 il Club di Roma - attraendosi le ironie dell’ Economist -
è certo della fine di petrolio, gas naturale e materie prime, del boom
dei prezzi, della depressione globale. Smentito, intigna: sbagliammo
allora, ma il Caos resta vicino!
Perché il business di Cassandra non
conosce crisi - date un occhio a giornali, tv e web - annunciando ogni
sorta di malanno che il futuro non comprova? Secondo lo studioso e
investitore Peter Diamandis, autore con Steven Kotler del saggio
Abbondanza. Il futuro è migliore di quanto pensiate (prossimamente in
libreria per Codice Edizioni) è colpa dell’amigdala, la parte del
cervello umano che controlla la reazione alla paura e al pericolo.
Millenni di sopravvivenza grazie all’amigdala che ci avvisava della
bestia feroce in agguato nella boscaglia, del predone con un tomahawk
dietro la grotta, ci rendono più sensibili al rischio da prevenire che
all’opportunità da cogliere. Ci insegnava il direttore della Columbia
Journalism Review, Spencer Klaw: «La gente scambia sempre il
commentatore pessimista per autorevole, l’ottimista per superficiale».
Amigdala!
Diamandis è un ottimista, la sua X Prize Foundation concede
milioni di dollari in finanziamenti a chi realizza progetti pilota,
auto elettriche, capsule spaziali economiche. Ed è dunque persuaso, al
contrario di Malthus e del Club di Roma, che il futuro sarà migliore del
presente, malgrado crisi, cambio del clima, disuguaglianze crescenti.
Perché sbagliano le Cassandre, secondo Diamandis? Perché - e qui
l’autore ha ragione - calcolano il futuro sui parametri del presente,
come se nulla cambiasse e non si introducesse innovazione a mutare le
stime. Oggi negli Usa la rivoluzione dello shale gas, energia che solo
10 anni fa valeva nulla, rende il paese libero dal ricatto del petrolio e
assai meno vulnerabile dal ricatto energetico di Mosca e del Medio
Oriente.
Siate pessimisti o ottimisti, in Abbondanza troverete
spunti affascinanti, il futuro delle energie solari, robot chirurghi,
nati in guerra e che adesso lavorano sulle ginocchia infortunate,
stampanti tridimensionali con materiale genetico (creeremo pelle
sintetica per gli ustionati), energia nucleare pulita entro il 2030,
altro che Fukushima, desalinatori per rendere fertile il Sahara e
dissetare le megalopoli con l’acqua marina. Ci preoccupiamo tanto della
desertificazione, Slow Food e Terra Madre di Carlin Petrini giustamente
difendono i venerabili prodotti della terra, mentre Diamandis parla - e
va ascoltato - di «agricoltura verticale», grattacieli che hanno a ogni
piano una serra gigantesca: sorgendo in periferia della città, tagliano a
0 i costi di trasporto, uso di fertilizzanti, danno respiro ai campi
troppo sfruttati, portano frutta e verdura fresca in ogni tavola senza
che la carta di credito ci rovini al supermarket.
I critici, come
Matt Ridley del Wall Street Journal, contestano a Diamandis che la sua
«dematerializzazione», risolvere i problemi con un software o un
algoritmo secondo la filosofia di Silicon Valley, non basta a eliminare
disoccupazione, inquinamento, miseria. Diamandis risponde che si tratta
di processi, non di formule magiche (il dibattito Ridley-Diamandis al
sito http://goo.gl/tRzejN).
Per chi ama il realismo, senza farsi
condizionare dalle fobie dell’amigdala o dalle utopie tecnologiche,
Abbondanza suscita due riflessioni. La prima: libro assolutamente da
leggere in un Paese drogato di pessimismo come l’Italia, tra profeti
cupi, persuasi che il web crei ignoranza, lo shale gas terremoti, gli
Ogm mostriciattoli verdastri, le infrastrutture mafia…, per ricordarsi
quanto le Cassandre abbiano sbagliato negli ultimi due secoli e sbaglino
nel 2014. La seconda: verissimo che il presente è migliore di quanto i
nostri nonni non sognassero e la realtà diversa dalle chiacchiere dei
talk show (negli Usa il 5 per cento dei più poveri è, in media, più
ricco del 5 per cento degli indiani più ricchi, nessuno ve lo dice e
vale la pena di riflettere su cosa significhi questa cifra…), ma come il
futuro ci sorprende in bene, ci sorprenderà anche nel male. Chi avrebbe
detto, ai tempi degli abbracci tra Reagan e Gorbaciov, che un nuovo
leader del Cremlino avrebbe mandato truppe oltre i confini russi?
Purtroppo all’impotenza di Obama e degli europei, l’ottimismo
condivisibile di Diamandis nessun aiuto offre. Davanti ai carri armati
di Putin servono Machiavelli e Churchill, non bastano le stampanti 3D.
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