lunedì 3 marzo 2014
Università: che rimarrà dell'abilitazione nazionale?
Bocciati i migliori, promossi i figli di papà l’università travolta dalle abilitazioni truffaRaffica di ricorsi. E alcuni commissari rivedono i giudizi in extremis
di Corrado Zunino Repubblica 3.3.14
ROMA - L’abilitazione scientifica per la stagione 2012-2013, prova che
ha certificato i meritevoli a insegnare negli ottanta atenei d’Italia da
qui al 2017, si sta rivelando un pozzo di malaffare, un’appendice - su
base nazionale - dei corrotti concorsi locali (comunque non cancellati,
solo posticipati). Dei concorsi locali, l’abilitazione ha assorbito
molte disfunzioni. L’ultima, segnalata ieri da Repubblica, ha messo in
evidenza come ricercatori e docenti insigni non sono stati ammessi a
vantaggio di perfetti sconosciuti con curriculum vitae gracilini.
ESCLUSI
ECCELLENTI. Il professor Andrea Ferretti, primario dell’ospedale
Sant’Andrea di Roma, già medico della Nazionale di calcio, ha segnalato
l’incongruenza certificata a Ortopedia (Medicina), cento candidati.
Grazie a un’interpretazione varia e mai spiegata nei criteri dei
sottosettori (spalla, gomito, anca) e degli ambiti di ricerca (scienza
di base, traumatologia), la commissione del settore disciplinare
“Malattie dell’apparato locomotore” ha tagliato fuori clinici di peso
come il milanese Alessandro Castagna di Milano e i bolognesi Stefano
Zaffagnini ed Elisabetta Kon. Ha denunciato il professor Ferretti:
«Elisabetta Kon è una vera scienziata, un’autorità in campo
internazionale. Questo concorso non fa onore all’intera università
italiana».
Sono diversi gli studiosi importanti umiliati da giudizi
superficiali, spesso errati. Un economista come Giampaolo Galli (studi
al Mit di Boston, formazione e lavoro al Fondo monetario internazionale e
in Bankitalia, oggi deputato Pd) «ha prodotto poco negli ultimi tempi»
(dichiarazione della commissione che lo ha definito non idoneo). Non
sono passati scienziati di fama mondiale come il vulcanologo Augusto
Neri (direttore dell’Ingv), climatologi come Antonio Navarra (dirigente
di ricerca dell’Ingv, 92 pubblicazioni). Il geofisico Giorgio Spada,
associato dell’Università di Urbino, ha mostrato «un livello di maturità
scientifica non compatibile con l’abilitazione alla prima fascia ».
Sono state bocciate la letterata italiana Maria Serena Sapegno e
l’esperta di criminalità organizzata (48 lavori, molti tradotti
all’estero) Isaia Sales: «Mi hanno giudicato persone le cui
pubblicazioni nonho mai letto».
SOLITI NOTI. Giuseppina Novo, classe
1974, è la giovane figlia di Salvatore Novo, già direttore della scuola
di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare di Palermo
e già presidente della discussa Società italiana di cardiologia.
Giuseppina ha partecipato all’abilitazione per professore di seconda
fascia in malattie dell’apparato cardiovascolare ed è passata, ma un
commissario insigne ha vergato su di lei questo giudizio: «Nelle molte
pubblicazioni che presenta il candidato occupa spesso una posizione di
“first author” anche se, in realtà, il “senior author” risulta quasi
sempre essere il padre».
CURRICULUM GONFIATI. La prima prova
nazionale contro tutte le baronie ha rivelato anomalie anche per chi è
stato chiamato a giudicare i meritevoli. Tre medievisti hanno gonfiato i
loro curriculum per essere scelti come commissari. Il presidente della
commissione, Giuseppe Meloni, Storia medievale a Cagliari, ha inserito
un testo sui migranti che nel Novecento lasciarono la Sardegna per le
Americhe e un secondo sugli indiani Anasazi, antichi abitanti pellerossa
del Nuovo Messico e dell’Arizona. L’esodo dei sardi e degli indiani
d’America appaiono fuori contesto rispetto alla storia medievale. Nel
curriculum, poi, ha segnalato la creazione di un sito internet (non
richiesta) indicando quattro monografie quando in realtà erano due. Il
professor Pietro Dalena, docente all’Università della Calabria, si è
attribuito piena paternità di due monografie scritte insieme ad altri
autori: «È come se fossero miei». Il professor Roberto Greci, Università
di Parma, responsabile di una collana editoriale per la piccola casa
Clueb, si è preso la curatela di monografie altrui.
Nel settore
“Politica economica” anche il presidente di commissione Antonio
Garofalo, Università di Napoli Parthenope, è sotto il minimo sindacale
tra le pubblicazioni su rivista, quelle in fascia A e le monografie.
Contestazioni a “Sociologia dei processi” per il curriculum del
professore di Criminologia e commissario Ocse Federico Varese.
VALUTAZIONI
ILLOGICHE. Per quattro commissari del macrosettore “Storia del
Cristianesimo” a volte la pubblicazione di una monografia negli ultimi
dieci anni da parte dei candidati era necessaria, spesso no: «La
commissione si riserva la libertà di abilitare anche chi non soddisfi
questi criteri». Facciamo come ci pare, ecco. Il commissario di
Paleografia latina ha ripetuto decine di volte lo stesso giudizio per
diversi candidati variando il copia e incolla - qui e là - con qualche
aggettivo. Tutti e cinque sono riusciti a definire collaboratore di un
candidato uno studioso defunto il 3 marzo 1900, hanno attribuito a un
secondo una monografia sulla peste che non esiste e per una terza
candidata ignorato gli otto anni di insegnamento universitario trascorsi
a Torino e a Ferrara.
Per “Storia dell’arte” una lettera firmata da
trenta accademici sostiene questo: «Il sistema di riconoscimento del
merito in base a parametri oggettivi si è trasformato in un concorsone
destinato a premiare gli accoliti e gli amici degli amici. I commissari
hanno abilitato coloro con i quali hanno collaborato o che hanno
pubblicato nelle riviste dirette da loro stessi».
Molte commissioni
ne sono così consapevoli che - questo è un inedito - hanno chiesto in
massa al ministero dell’Istruzione di riaprire le buste, di rivedere i
giudizi: 33 commissioni su 165 che hanno concluso i lavori. «Siamo
intervenuti per autotutela ». Il ministero dell’Istruzione ha accettato.
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