giovedì 5 febbraio 2015

C'è chiarezza e unità d'intenti a sinistra. Quando si è costretti a occuparsi di Civati, vuol dire che è finita

Civati sbuffa contro Rodotà a LandiniCose Rosse. Il deputato Pd: basta alle divisioni puntuali come la morte. Servono proposte, non solo moniti e antipoliticaRedazione, 4.2.2015
La vit­to­ria di Tsi­pras aumenta il buo­nu­more a sini­stra ma la «spinta pro­pul­siva» per la riu­ni­fi­ca­zione pro­messa ancora non si vede. Anzi, ogni giorno ha la sua croce. Sabato scorso, per esem­pio, Sel ha applau­dito e votato il nuovo pre­si­dente Mat­ta­rella men­tre a nome dell’Altra Ita­lia il socio­logo Revelli si dichia­rava scet­tico. Ha chiuso la dia­triba Mau­ri­zio Lan­dini, sin­da­ca­li­sta ma anche rife­ri­mento della sinistra-sinistra, dichia­rando che se fosse stato in par­la­mento «anche io avrei votato Mat­ta­rella». A sua volta però il lea­der Fiom, insieme al costi­tu­zio­na­li­sta Rodotà, da qual­che set­ti­mana com­men­tano fred­da­mente il «coor­di­na­mento uni­ta­rio» lan­ciato a Milano, annun­ciando invece la nascita di una «rete della sini­stra sociale». Pippo Civati ieri si è sfo­gato sul blog: «Non credo che la sini­stra si rico­sti­tui­sca con quella vena di anti­po­li­tica che ricorre pun­tual­mente (anche da parte di per­sone che hanno fatto poli­tica tutta la vita), né con i sin­da­cati che par­lano male dei par­titi né con il solito mes­sag­gio di divi­sione, pun­tuale come la morte civile». Civati pre­fe­ri­sce «un pro­getto di governo diverso» con il con­corso plu­rale di chi ha argo­menti e non solo moniti da pro­nun­ciare e una classe diri­gente rin­no­vata per­ché com­pe­tente e contemporanea».

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