giovedì 5 febbraio 2015

L'ultima parte del Reale-Antiseri: la filosofia contemporanea

Giovanni Reale e Dario Antiseri: Cento anni di filosofia. Da Nietzsche ai nostri giorni, due tomi, pagine 1.600, e 65, La Scuola

I contrasti di idee che nutrono le teorie dei filosofiEsce oggi per l’editrice La Scuola Cento anni di filosofia. Da Nietzsche ai nostri giorni (due tomi, pagine 1.600, e 65), un’opera dedicata alla filosofia contemporanea, in corso di traduzione in molte lingue. Anticipiamo la premessa dei due autori, Giovanni Reale e Dario Antiseri. Reale è scomparso lo scorso ottobre, mentre si occupava della revisione delle bozze del volume.
di Giovanni Reale e Dario Antiseri Corriere 5.2.15
Tutti gli uomini e tutte le donne vivono immersi dentro idee e concezioni filosofiche, ma non tutti gli uomini e tutte le donne sono filosofi. Conseguente — se una progressiva e mai conclusa uscita dalla caverna della nostra ignoranza è un fine degno dell’uomo — è, pertanto, l’urgenza di venire a conoscenza di autori e movimenti di pensiero che rappresentano le fondamentali stazioni di arrivo e di nuove partenze che segnano il cammino della filosofia occidentale. È cioè necessaria una non superficiale familiarità con le principali idee presenti nelle opere prodotte da grandi menti dell’umanità in quella ininterrotta conversazione che è la storia del pensiero filosofico occidentale — storia intessuta di scontri tra soluzioni di vecchi problemi e sotto la continua pressione della comparsa di nuovi e insospettati interrogativi, di motivati (almeno all’epoca) rifiuti di prospettive prima considerate certe e accettate come dogmi, della riproposta di concezioni precedentemente messe da parte con condanne supposte definitive, con la sostituzione di un paradigma a un altro e l’avvio di nuovi programmi di ricerca.
Parafrasando Alfred N. Whitehead, come nella ricerca scientifica così in quella filosofica scontri tra idee non sono un dramma, rappresentano piuttosto una opportunità. Ricerca senza fine è quella scientifica, e senza fine è la ricerca filosofica. E come le indagini che ai giorni nostri si agitano sulla frontiera della ricerca scientifica — per esempio, in fisica, in biologia o in economia — fanno meglio comprendere la rilevanza delle «conquiste» e dei «fallimenti» del passato, così la rilevanza dei grandi filosofi del passato — il significato delle strade da loro aperte e delle direzioni di ricerca da loro precluse — si fa più chiara alla luce di quella «storia degli effetti» consistente nelle idee di fondo, nei risultati e nelle controversie che innervano le correnti del pensiero filosofico contemporaneo.
E non semplice è la ricognizione di quel continente vastissimo e in espansione che è la filosofia contemporanea, i cui confini, in questi ultimi cento anni, troviamo segnati da «città» e «presidi» filosofici caratterizzati da un lato dai più svariati legami con pensatori antichi e moderni, e dall’altro solo rarissimamente privi di dispute interne, talvolta in reciproci rapporti di felici contaminazioni, più spesso animati da duri contrasti basati su progetti alternativi di ricerca.
E se l’osservatore ansioso di certezze sarà inizialmente sopraffatto da una sensazione di disorientamento in una inestricabile torre di Babele, una più matura riflessione lo renderà convinto del fatto che unicamente nel contrasto tra più voci, proprio nella torre di Babele, i filosofi mettono a prova la validità delle loro proposte, dando così vita e forza a quella ineludibile ricerca filosofica il cui fine, come ha detto Isaiah Berlin, è sempre lo stesso: «Consiste nell’aiutare gli uomini a capire se stessi e quindi a operare alla luce del giorno e non, paurosamente, nell’ombra».

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