di Leonardo Pegoraro su Marx XXI
Si potrebbe constatare – banalmente e al limite della tautologia - come la ricerca storiografica, nella sua reinterpretazione del passato e nella sua continua riesamina dei risultati della ricerca precedente, costituisca per definizione un’incessante operazione revisionistica. Da questo punto di vista, a meno che non vogliano limitarsi ad emulare pedissequamente i loro predecessori, tutti gli storici appaiono in qualche modo come dei revisionisti.
Tuttavia, i revisionismi non sono tutti uguali. Un conto è il revisionismo allaMarc Bloch e Lucien Febvre, gli storici della Scuola delle Annales che introducono nello studio della storia altre discipline come l’economia, la sociologia e la geografia. Un altro conto è il revisionismo alla Ernst Nolte e Francois Furet, che demonizzano la tradizione rivoluzionaria e relativizzano il fenomeno del fascio-nazismo. Conviene allora parlare, nel primo caso, di legittime - e talvolta, come nell’esempio citato, straordinarie - riletture e reinterpretazioni della storia; nel secondo caso, in un’accezione negativa, di revisioni storiografiche...
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