mercoledì 20 maggio 2015

La persecuzione razziale nelle colonie fasciste in Grecia

Gli ultimi ebrei di Rodi
Marco Clementi, Eirini Toliou: Gli ultimi ebrei di Rodi. Leggi razziali e deportazioni nel Dodecaneso italiano (1938-1948), DeriveApprodi, pp. 309, e 23

Risvolto

Il recupero del più grande archivio dei Carabinieri Reali oggi esistente, avvenuto a Rodi alla fine del 2013, ha permesso di rivedere la storia della presenza italiana nel Dodecaneso (1912-1947). Marco Clementi e Eirini Toliou, incrociando i documenti del nuovo fondo con quelli di altri archivi in Italia, Grecia, Gran Bretagna e Stati Uniti, hanno ricostruito le vicende della comunità israelitica di Rodi dalle leggi razziali del 1938 alla deportazione, avvenuta per opera degli occupanti tedeschi nel luglio 1944, ma con la complicità delle locali autorità civili italiane. Gli autori indagano anche la complessa fuga dei migranti dall’Europa antisemita verso la Palestina e i naufragi di navi come il Rim e il Pentcho nel Dodecaneso, dove si incrociarono vite e destini.

Con grande chiarezza e senza timore di violare luoghi comuni, si entra in un’epoca drammatica e piena di contraddizioni, nella quale le decisioni furono dettate dalla contingenza e le memorie di natura giustificazionista e autoassolutoria scritte dai protagonisti a posteriori decadono di fronte alla documentazione, in grande misura inedita. Un libro che si legge d’un fiato, emozionante, commovente. Un testo che racconta di una comunità distrutta durante la Shoah e illustra con passione le storie personali di donne e uomini che furono estirpati nel luglio 1944 dal luogo più remoto d’Europa e non fecero più ritorno a casa.

Anche l’isola di Rodi ebbe la sua Shoah
Corriere 20.5.15
Il titolo è Gli ultimi ebrei di Rodi . Ma il saggio dello storico Marco Clementi e della archivista greca Eirini Toliou (DeriveApprodi, pp. 309, e 23) non si occupa soltanto di coloro che nel luglio dal 1944 furono deportati ad Auschwitz dall’isola più importante del Dodecaneso, all’epoca possedimento italiano, per motivi razziali. Nel testo sono ricostruite anche vicende contigue, in particolare quella degli ebrei che cercarono di trasferirsi in Terrasanta sul piroscafo fluviale «Pentcho», partito da Bratislava nel maggio 1940 e naufragato in ottobre nel Mar Egeo, in acque territoriali italiane. I naufraghi furono portati a Rodi e poi trasferiti in un campo d’internamento a Ferramonti di Tarsia, in Calabria, dove nel settembre 1943 furono liberati dai britannici. Invece gli ebrei residenti a Rodi ebbero la sventura di ritrovarsi sotto il controllo dei tedeschi, che occuparono l’isola, li identificarono e li radunarono, anche grazie alla collaborazione delle autorità locali italiane legate alla Rsi, per poi deportarli verso lo sterminio. Ne partirono circa 1.800, ne tornarono soltanto 150. Una crudele tragedia, di cui nel nostro Paese si è sempre parlato poco: ora il libro di Clementi e Toliou la ripercorre in tutti i suoi dettagli.

Nessun commento: